Farina di granturco di Castell’Azzara

7.00

Farina di granturco di Castell’Azzara, una farina grezza e saporita per polenta, dolci e panature, frutto del recupero di una specie antica di granturco.

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Descrizione

Farina di granturco di Castell’Azzara

La farina di granturco di Castell’Azzara è un prodotto tipico del Monte Amiata. Il granturco di Castell’Azzara, come il fagiolo borlotto del minatore, era una specie a rischio di estinzione. Fin dalla metà del 1700 è stato la principale fonte di sostentamento degli abitanti dell’area dell’Amiata ma la sua coltivazione si interruppe quasi del tutto a seguito della dismissione dell’attività mineraria. Grazie alla tenacia e lungimiranza di Loredano i semi di questa varietà autoctona sono stati mantenuti nel tempo fino ad oggi.

Con la farina di granturco di Castell’Azzara si fa la polenta. Ai tempi si tagliava a fette spesse passate poi sulla piastra della stufa economica per renderle croccanti e accompagnate con formaggio. Oppure si faceva una semplice polenta accompagnata ai fegatelli di maiale. Provate a fare anche la polenta di castagne con la farina di castagne essiccate a legna del Molino Bellini.

La Comunità del Cibo Amiata

L’azienda agricola di Loredano D’Alessandro fa parte della rete della Comunità del Cibo Amiata. La comunità nasce con lo scopo di riunire piccoli produttori dell’ambito amiatino per valorizzare e far conoscere le realtà agroalimentari del territorio. La farina di granturco di Castell’Azzara si può ancora trovare grazie a questo progetto. Per aiutare e coordinare i piccoli produttori nella commercializzazione dei loro prodotti e nella vendita perché la pubblicità è importante. Per creare un rapporto consolidato tra produttori e consumatori, riunirsi e fare comunità per rafforzare l’appartenenza al territorio e per non dimenticare mai le tradizioni  e i saperi antichi che ci legano ad esso.

Fagiolo borlotto del minatore

Un seme che rischiava l’estinzione così come il granturco di Castell’Azzara ed è stato conservato come un tesoro prezioso. Loredano di mestiere fa proprio l’agricoltore e in collaborazione con la comunità del cibo Amiata e l’università di Pisa, è il responsabile della conservazione e della ri semina delle piante. Insieme sono riusciti a far riconoscere il fagiolo borlotto del minatore e il granturco di Castell’Azzara alla banca del germoplasma e così è stato possibile conservarli. Dal granturco si ottiene la farina di granturco di Castell’Azzara. Dimenticatevi la polenta istantanea, qui si gira la farina per 40 minuti buoni ma il risultato è ampiamente appagante!

Informazioni aggiuntive

Peso0.550 kg
Confezione

500 gr

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