Pici di grano Senatore Cappelli

4.90

Pici di grano duro Senatore Cappelli dell’Azienda Sassi Neri, ottenuti con grano duro coltivato sull’Amiata, lavorati in Toscana.

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Descrizione

Pici di grano Senatore Cappelli

I pici di grano duro Senatore Cappelli dell’azienda Sassi Neri sono il frutto della lavorazione di questo grano antico, sul Monte Amiata. Il grano duro prodotto dall’azienda viene macinato e diventa pasta. I pici sono forse il formato più tipico di tutte le paste lunghe toscane. C’è chi li chiama pinci, chi pici, chi lunghetti, il risultato non cambia, è una pasta vegana, dura, dalla lenta cottura. Quasi uno spaghetto ma più poroso e meno duttile. Il picio va accolto, comanda lui, comanda il sugo e la forchetta. Ma se lo lasciate fare è amore, abbinatelo con il Sugo all’Aglione Fatt’ammano e con una grattugiata di pecorino Dop Aquilaia,  il risultato sarà assicurato!

L’azienda Sassi Neri

L’azienda Sassi Neri è una piccola azienda agricola del Monte Amiata, a conduzione familiare. Un’azienda in cui il rispetto della terra e dei valori che la legano all’uomo sono centrali nella produzione. Si coltivano qui cereali come farro, orzo, grani antichi, e poi legumi ma anche miele millefiori. Aspettando che la terra dia i propri frutti, senza forzare i tempi, con amore.

Il grano duro Senatore Cappelli

Il Senatore Cappelli è un cultivar di grano duro italiano, elaborata agli inizi del 1900 dal genetista Nazzareno Strampelli. Ebbe come caratteristica principale quella di aumentare la resa per ettaro di questo importante cereale. Questa varietà di frumento oggi viene apprezzata particolarmente in agricoltura biologica, sia per farine utilizzate per la panificazione che per la produzione di pasta di semola di grano duro. La Senatore Cappelli è una varietà profumata, ricca di proteine, perfetta per la produzione dei pici, il più classico fra i formati di pasta toscani.

Abbinamenti

E’ quasi impossibile suggerire un abbinamento per questi pici di grano duro, perché ce ne sono…infiniti! Con ragù bianchi come il ragù di capriolo Fatt’ammano, con ragù rossi come il classico Sugo all’Aglione, di carne e di verdure, con le briciole o con un sugo di pesce. Possiamo soltanto inviarvi a curiosare nella sezione sughi, perché ogni prova sarà riuscitissima

I pici in Toscana

Si dice che li preparassero già gli Etruschi, nei giorni di festa. Sicuramente i pici in Toscana sono legati alla storia, ai gesti tramandati di madre in figlia al caldo delle cucine. Oggi sono quasi sempre trafilati in bronzo, lavorando a freddo, ma se vi capiterà di fermarvi in Toscana, cercate un corso di cucina e imparate ad impiciare!

La velocità con cui le nonne producono questi lunghi spaghettoni è sorprendente, e i pici lavorati a mano diventano porosi e pronti ad accogliere i sughi. Tra le curiosità possiamo segnalare un sagra paesana nota in tutta l’Amiata: la Sagra del picio di Celle sul Rigo

La ricetta

Per la ricetta dei pici ne scegliamo una semplice e perfetta, i pici con le briciole. La più povera delle soluzioni in cucina, la pasta con il pane!

E’ semplicemente un aglio olio e peperoncino, in cui si fanno soffriggere le briciole del pane e poi si mettono sopra alla pasta per condirla. Ma se volete renderla meno povera e più saporita, vi consigliamo la versione ricca: chi poteva permettersi un’acciuga sotto sale, l’aggiungeva. al soffritto. E dunque non vi resterà che aspettare che l’acciuga si sciolga a fuoco lento nell’olio. Poi passatela ad un colino così da rimuovere le lische e procedete come sopra. Non dimenticate di accompagnarla con un buon vino toscano, un consiglio? Senza dubbio un buon Solo Manzoni dell’azienda Podere Ranieri.

Informazioni aggiuntive

Peso0.520 kg
Confezione

500 gr

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