Tagliatelle di farina di castagne

6.80

Tagliatelle di farina di castagne, ottenute da farina di castagne del monte Amiata, essiccata a legna e macinata a pietra, sane e saporite.

Disponibile (ordinabile)

Descrizione

Tagliatelle di farina di castagne

Le tagliatelle di farina di castagne del Mulino Bellini di Santa Fiora, sono un prodotto eccezionale. Frutto di un sapere antico, che affonda le proprie radici nella tradizione gastronomica e antropologica Amiatina. Intorno a questo frutto prelibato si declina tutto un mondo, fatto di gesti, tradizioni, cultura.

Il mulino Bellini di Bagnolo

Il Mulino Bellini di Bagnolo produce farine dal 1928, un’azienda familiare arrivata alla terza generazione. Insignita del provisino d’ argento dal Comune di Santa Fiora, l’azienda è garanzia di qualità e rigore nella lavorazione. Negli anni le macine a pietra, da sempre alimentate con la corrente elettrica, hanno macinato grano, mais, cereali diversi e castagne. Oggi la terza generazione integra la produzione di farina, con la vendita di legumi, semi da panificazione, zuppe e paste di farina di castagne. Entrare nel mulino è un’esperienza, le macine che girano, i ballini che si riempiono, il pulviscolo nell’aria. Un passo indietro nella tradizione amiatina proiettata nel futuro.

La farina di castagne del Monte Amiata

“Pan di legno e vin di nuvoli”, in montagna tutti sapranno cosa significa. Il pan di legno è il castagno, lassù in montagna dove il grano non cresce, c’è un’altra farina: quella di castagne. Dolce come una manna, che sfama e nutre. A volte anche solo strusciata sull’aringa, appesa al soffitto sul tavolino, al centro della cucina.

Il vin di nuvoli è l’acqua. La vite cresce più giù, in basso, verso Maremma, su in montagna c’è l’acqua, che fende la roccia e sgorga fredda. E di acqua e di farina di castagne si vive. E la cura del castagneto porta con se lavoro e civiltà. Un lavoro che dura tutto l’anno, tra potatura, rastrellamento e raccolta.

Proverbi a “base di castagne”

“Il cassone lho pienato, la castrata un lho ‘ncò tocca, il maiale è sotto sale, biocca giù quanto ti pare

“Povera Santa Fiora terra di pastinesi, pori santafioresi gli tocca fa il soldà”

Abbinamenti per le tagliatelle di farina di castagne

La farina di castagne tradizionalmente si abbina, o meglio in passato si sarebbe abbinata, col maiale.  Perché il maiale, nella tradizione si ammazza a dicembre/gennaio, quando il freddo permette di lavorarlo e la farina di castagne è pronta. Seccate le castagne e macinate.

E similmente la farina di castagne è pronta a dicembre, dopo che le castagne sono state essiccate e macinate. E stanno bene insieme, e col finocchio anche, o meglio con i fiori, e la rete del maiale che tiene insieme i fegatelli che cuociono sulla stufa si stringhe col ramo di finocchio selvatico. Ma potete assaggiare queste tagliatelle anche con un ragù di selvaggina, in bianco, che il pomodoro con le castagne non se la dice. Altra stagione!

La farina di castagne in Toscana

Provate a parlare con un vecchio montagnolo toscano, o anche dell’Appennino modenese, vi racconterà di “tomboli” fumanti. Montagnole marroni che scaldano il corpo e il cuore. E’ la polenta di castagne, lassù la chiamano polenta dolce, niente a che vedere col mais. Ugualmente senza glutine, ma si cuoce in maniera diversa. “C’è bisogno di un paiolo e di poca acqua che sobbolle piano, e poi di braccia forti che la rigirino nel paiolo. Che la polenta non deve fare le mandorle”, i piccoli grumi che si formano quando è girata male. O c’è troppa acqua nel paiolo. Saper far la polenta è un’arte antica, che si passa di generazione in generazione.

A farina di castagne, sul Monte Amiata ci sono cresciute generazioni, quando di grano se ne vedeva poco e di carne meno. La farina di castagne con i suoi nutrienti, rappresentava allora la possibilità della sopravvivenza per un’intera famiglia. E chi aveva il castagneto era quasi un ricco!

La ricetta

Tagliatelle di farina di castagne con aringa e frutta secca. Per le tagliatelle vi suggeriamo una ricetta particolare, con aringa, pinoli e uvetta. L’aringa dovrete ammorbidirla nel latte, magari la sera prima, cambiandolo la mattina. Poi mettete in padella aglio, olio extravergine toscano e un pezzetto di rosmarino. Mandate a fuoco bassissimo, aggiungete l’aringa diliscata e a pezzetti, poi l’uvetta ammollata nel vin santo e scolata. Cuocete le tagliatelle, e poi saltatele nel sughetto, prima di servire aggiungete i pinoli tostati e una grattugiata di buccia d’arancio! Oppure avete un’altra soluzione, andare a mangiarle al bistrot Fatt’ammano.

Informazioni aggiuntive

Peso0.540 kg
Peso netto

500 gr

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